PIATTAFORMA

Premessa

Il perdurare di una situazione di totale immobilismo della Regione Abruzzo nel settore forestale ci induce a proporre una prima manifestazione dell'associazionismo forestale (cooperative e consorzi) per iniziare a far sentire la nostra voce.

La situazione è infatti drammatica e porterà, perdurando la situazione attuale, alla estinzione dell'associazionismo nel settore forestale, ma forse alla scomparsa dell’intero settore come attività economica.

Infatti non bastavano i tre anni di ritardo sulle altre regioni nell'utilizzo dei fondi PSR, ora si è passati al blocco di fatto dei tagli colturali senza finanziamento e al blocco di tutte le attività forestali dei consorzi forestali attuata con una lettura "a rate" di una legge regionale del 1988.

Così si sono persi in tre anni 500 posti di lavoro. E molti altri se ne perderanno nel 2010 non potendo programmare per tempo le attività. E molti cittadini delle aree montane non potranno avere la legna di uso civico, o lo avranno ad un costo maggiore.

Nel mentre il Progetto di Legge Regionale 36-09 "Norme in materia di consorzi forestali per la gestione associata del patrimonio agro-silvo-pastorale", che risolverebbe molti dei problemi, è fermo in 3^ commissione.

Questa situazione non può vederci morire senza tentare di far sentire la voce del settore.


Le nostre richieste

PROGETTO DI LEGGE REGIONALE 36-09

Immediata approvazione del "Progetto di Legge Regionale 36-09 "Norme in materia di consorzi forestali per la gestione associata del patrimonio agro-silvo-pastorale" attualmente all’esame della 3^ commissione.

Il PDL presentato da Antonio Del Corvo, presidente della terza commissione agricoltura della Regione Abruzzo, rappresenta la soluzione per molti dei problemi che oggi bloccano l’attività forestale nella nostra regione.

Ci sono oggi nella nostra regione ben 17 Consorzi Forestali, che associano circa 50 amministrazioni comunali (il loro numero è in continuo aumento), alcune Amministrazioni Separate degli Usi civici e tre Comunità Montane. I territori gestiti superano ormai i 60.000 ettari di cui oltre 40.000 ettari di superfici forestali.

Numeri che ben rendono l’idea di come lo strumento rappresenti la soluzione a molti problemi di gestione del patrimonio agro-silvo-pastorale di cui soffrono i piccoli comuni soprattutto montani. Significativamente in alcuni casi sono state le stesse Comunità Montane a farsi promotori della costituzione dei consorzi. Alcune di queste realtà si stanno aggregando in consorzi di secondo grado, al fine di una migliore economia di gestione e anche al fine di gestire in modo unitario le certificazioni della Gestione Forestale Sostenibile (FSC e PEFC).

Il PLR si propone quindi di dare compiuta attuazione nella nostra regione al D.L.vo 18 maggio 2001 n. 227 e di regolamentare una realtà che è ormai divenuta significativa ed è in continua crescita in una logica di sussidiarietà.

Il PLR, proponendosi il rilancio dello sviluppo socio-economico delle aree interne, senza oneri per la Regione, ottiene un incremento della attività imprenditoriale e della occupazione attraverso la razionalizzazione e lo snellimento della gestione forestale e delle sue attività. Le aree forestali, infatti, se razionalmente gestite, rappresentano una ricchezza per le popolazioni delle aree montane, per gli introiti ai comuni per i tagli ad uso commercio, per i risparmi alle famiglie con i tagli ad uso civico e per l’occupazione che queste attività generano.

Il PLR prevede, similmente a quanto previsto in altre regioni (cfr Lombardia), una forma di “riconoscimento” finalizzato a garantire il rispetto delle basilari regole sia nella fase costitutiva che successivamente in quella di gestione.

Il PLR supera quindi, di fatto, tutti i problemi in essere in merito all’utilizzo dei terreni di uso civico e di autorizzazione dei tagli colturali che oggi bloccano l’attività dei Consorzi.

Il PLR è stato presentato dal Presidente della Commissione Antonio Del Corvo (PDL) e ci risulta aver avuto in commissione il sostegno anche di importanti forze di opposizione, oltre che il sostengo, in audizione, dell’ANCI (Comuni) e UNCEM (Comunità Montane).

L’APPROVAZIONE IN TEMPI BREVI DEL PLR E’ LA PIU’ DECISA RICHIESTA CHE VIENE DALL’ASSOCIAZIONISMO FORESTALE!

 

PIANO DI SVILUPPO RURALE

Se la situazione dell’attuazione del PSR in generale è “difficile”, quella delle misure forestali è drammatica. La prospettiva del disimpegno automatico del 31 dicembre 2010 è pericolosamente vicina!

AD OGGI NON E’ STATO SPESO UN SOLO EURO DEL PSR NEL SETTORE FORESTALE!

L’unico bando varato nel settore (mis. 226) vede ad oggi in corso le istruttorie, la cui difficoltà di elaborazione risente del delirio burocratico in cui è precipitato il settore.

E i soldi del PSR sono gli unici disponibili.

CHIEDIAMO IL VARO DI TUTTI I BANDI DEL SETTORE FORESTALE, A PARTIRE DALLA MISURA 227.

E SOPRATTUTTO CHIEDIAMO CHE I BANDI SIANO SEMPLICI, NELL’OTTICA DI ALLARGARE LA PLATEA DEI BENEFICIARI E NON DI CREARE ARTIFICIOSE BARRIERE BUROCRATICHE!

 

POLITICA NEL SETTORE

La situazione amministrativa del settore forestale abruzzese è gravissima.

Si registra in questi ultimi quattro anni un totale vuoto amministrativo, in parte dovuto alle note vicissitudini politiche, ma essenzialmente dovuto alla inconsistenza amministrativa e tecnica del Servizio regionale, a cui i politici non hanno posto rimedio. E a cui, in verità, nemmeno questa amministrazione regionale sta sinora ponendo rimedio.

Ciò ha portato la nostra regione ad attuare l’unico caso in Italia di “federalismo alla rovescia”. Le funzioni della ”autorità forestale regionale”, che in tutta Italia sono prerogativa delle Regioni (come da Costituzione vigente), in Abruzzo sono state totalmente delegate al Corpo Forestale dello Stato. Il CFS in Abruzzo istruisce progetti, approva o non approva, supervisiona e controlla i lavori, collauda, oltre a svolgere le funzioni di polizia, con potere di sanzione e incriminazione. E se si prova a far ricorso alla Regione, la Regione rimanda di nuovo al CFS per un “supplemento di istruttoria”.

Il Servizio regionale è, ad oggi, totalmente succube di tale situazione e non riesce nemmeno a far applicare le leggi regionali esistenti nel settore (ad esempio la normativa regionale sui tagli colturali) né a fornire alcuna direttiva o almeno risposte.

RICHIEDIAMO CON FORZA CHE LE FUNZIONI AMMINISTRATIVE NEL SETTORE TORNINO IN CAPO ALLA STRUTTURA REGIONALE!

E se l’obiezione è la mancanza di personale e di risorse..

RICHIEDIAMO CON FORZA LA SEMPLIFICAZIONE E LA SBUROCRATIZZAZIONE DEL SETTORE!

Bisogna passare dalla logica del “tutto è vietato, se non è autorizzato” alla logica del “tutto è permesso, salvo quello che è vietato”.

E diciamo basta alla logica per cui se c’è qualcuno che sta lavorando bisogna fare di tutto per farlo smettere!

BASTA AI PROGETTI BLOCCATI PER MOTIVI PRETESTUOSI CHE RASENTANO IL RIDICOLO!

BASTA ALLE LEGGI RIESUMATE DOPO 21 ANNI E POI LETTE A RATE!

Sappiamo che l’unico modo di attuare una politica di sviluppo è una sana collaborazione fra le istituzioni e il mondo sociale ed imprenditoriale.

I nostri colleghi di altre regioni sono ormai impegnati nello sviluppo delle energie rinnovabili da biomasse forestali, MA COME SI PUO’ PENSARE DI REALIZZARE INVESTIMENTI IN UNA SITUAZIONE DI TOTALE BLOCCO BUROCRATICO DELLE ATTIVITA’ FORESTALI?

 

OCCORRE UN CAMBIAMENTO RADICALE NELL’AZIONE DELLA AMMINISTRAZIONE REGIONALE CHE PERMETTA IL “RIPARTIRE” DEL SETTORE FORESTALE, PER L’OCCUPAZIONE E PER LO SVILUPPO.


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